Le uova di Pasqua sono uno dei simboli più riconoscibili della celebrazione della Pasqua. 

Ma qual è l’origine di questa tradizione? In questo articolo, esploreremo la loro storia e come questa tradizione si è evoluta nel corso dei secoli.

Le uova di Pasqua hanno radici antiche e sono state associate a diverse tradizioni culturali e religiose. 

La fattispecie di decorare le uova risale ad esempio a migliaia di anni fa, quando le persone in Persia e in altre parti del Medio Oriente le dipingevano in occasione dell’equinozio di primavera, che segnava l’inizio della stagione agricola. Le uova decorate simboleggiavano così la rinascita della natura e l’inizio del ciclo della vita.
Nell’antico Egitto l’uovo era considerato la forma perfetta, nato dall’unione dei quattro elementi, si regalavano appunto per celebrare la natura risorta e augurare buon auspicio.

Incroci tra culture lontane e vicine quindi, che anche il Cristianesimo assorbì e fece proprie modulandole in una nuova tradizione, plasmata dall’interpretazione del Nuovo Testamento: lì dove una volta l’uovo rappresentava la primavera che ritorna a far fiorire il mondo, ora diventa il simbolo della Resurrezione del Cristo.
In Europa, la tradizione si evolse ulteriormente nel Medioevo. Durante il periodo quaresimale, le uova erano proibite come alimento, quindi le persone iniziarono a decorarle e a offrirle come regalo durante la Pasqua. Nel corso del tempo, divennero sempre più elaborate, con l’aggiunta di decorazioni in oro e argento e l’utilizzo di tecniche di pittura sofisticate. 

La tradizione delle uova di Pasqua si diffuse anche nel Nuovo Mondo, dove le tribù indigene del Nord America usavano le uova come offerta di pace tra le tribù e come simbolo di rinascita durante i rituali primaverili. I coloni europei che arrivarono in America portarono con sé la tradizione delle uova di Pasqua, e la diffusero tra le comunità locali.

Fu nei primi anni del XVIII secolo che il Re Sole, Luigi XIV di Francia, ebbe l’idea di sostituire le tradizionali uova d’oro, che si regalavano ai membri della corte per festeggiare la ricorrenza pasquale, con delle innovative uova di cioccolato che commissionò al suo chocolatier: David Chaillou. Le uova del Re ebbero un’enorme successo, anche se a differenza di quelle attuali erano piene e non cave. Si trattava di piccoli ovetti di cioccolata amara. 

L’usanza delle uova di cioccolato iniziò quindi a diffondersi in Europa durante l’Ottocento.
È nella Regione del lago di Ginevra che François-Louis Cailler nel 1819 apre, esattamente nei pressi di Vevey, una delle prime manifatture meccanizzate di cioccolato, fondando la più vecchia marca tuttora esistente in Svizzera. E nel 1875 Daniel Peter riuscì a creare il cioccolato al latte.

Ma il primo vero e proprio uovo di cioccolato canonico fu opera del marchio inglese Cadbury nel 1875. La realizzazione richiedeva un lavoro minuzioso perché gli stampi dovevano essere rivestiti di cioccolata singolarmente. Una volta raffreddate, queste prime uova di cioccolata fondente erano poi decorate con fregi di cioccolato e fiori di marzapane e i cioccolatieri facevano a gara per proporne di sempre più belle. La svolta si ebbe nel 1905 quando fu prodotto il primo uovo di cioccolato al latte, il Cadbury’s Dairy Milk, il cui sapore più semplice incontrò il gusto di sempre più persone ed era molto gradito ai bambini.

Ma chi ha inserito per primo una sorpresa all’interno del guscio? 

Secondo alcune ricostruzioni i cioccolatieri torinesi lo facevano già all’inizio dell’Ottocento, ma chi innegabilmente ha consegnato questa usanza alla storia furono i Romanov. Nel 1886 lo Zar Alessandro III incaricò l’orafo Peter Carl Fabergé di preparare delle uova-gioiello per la moglie, la Zarina Maria Fëdorovna. Il primo fu di platino smaltato di bianco e conteneva una struttura a matrioska: all’interno vi era un tuorlo tutto d’oro, contenente a sua volta una gallinella colorata d’oro e smalto con occhi di rubino. Quest’ultima racchiudeva una copia in miniatura della corona imperiale contenente un piccolo rubino a forma d’uovo.

Il dono piacque talmente tanto alla Zarina che divenne una tradizione la quale durò per anni, anche con il successivo zar Nicola II, che ogni Pasqua ordinò a Fabergé due preziose uova, una per sua madre e una per sua moglie: la collezione imperiale ne conta 52 esemplari straordinari.

Ai giorni nostri continuano ad essere diversi gli usi applicabili alle uova duranete la Pasqua. Non solo quelle di cioccolato, ma anche quelle puramente decorative, che vengono prima bollite per poi essere dipinte e abbellite per arricchire gli arredi o adornare gli appositi alberi di pasqua. Col tempo in commercio questa pratica è andata ad affiancarsi a uova di ceramica, di plastica o in legno, già studiate e realizzate come veri elementi di arredo.

A esse si associano anche altri elementi come i pulcini e i coniglietti pasquali, in tantissime allegre varianti di colore. Le città e le vetrine di centri commerciali, boutique e grandi pasticcerie sono tra i primi fautori di questo trend estetico.
Ma naturalmente anche la tradizione gastronomica si è arricchita di una lunga selezione di specialità stagionali come torte pasquali dolci e salate, cioccolatini e in particolare modo qui in Italia, la Colomba, variante primaverile del classico panettone. 

Se parliamo di Uova di Pasqua e cioccolato, ecco le mete che vi consigliamo di vistare durante questa festività: 

1. Perugia – Italia : sede dell’imperdibile Eurochocolate, la fiera dedicata al cioccolato più importante d’Europa, e casa della nota azienda “Perugina”. 

2. Torino – Italia : città con un amore storico per il cioccolato, che crebbe creando sempre nuovi prodotti come il Gianduiotto, il Bicerin, l’Alpino, la crema spalmabile e nuove tecniche di lavorazione e produzione.

3. Bruxelles – Belgio : Non solo capitale del Belgio, ma anche riconosciuta ufficialmente come capitale del cioccolato. Nota per le sue prestigiose botteghe artigianali quali Godiva Chocolatier e Wittamer. 

4. Bruges – Belgio : una città incantevole detta anche la Venezia del Nord, famosa in tutto il mondo per la sua produzione dolciaria. Al cioccolato è dedicato perfino un museo, il Choco Story, dov’è raccontata la sua storia, dalla coltivazione delle fave di cacao fino alla tavoletta di cioccolato e delle famose praline belghe.

5. Ginevra e Canton di Vaud – Svizzera : Dalla bella Ginevra passando per Gruyère e Losanna fino A Vevey, la città dove nacque il famoso cioccolato svizzero e dove Daniel Peter inventò la miscela al latte. Da non perdere il “Treno del Cioccolato”, che parte da Montreux. Dove avrete appunto la possibilità di visitare la fabbrica del Maître Chocolatier Cailler nella località di Broc.