Una delle culle della civiltà da oltre due millenni, il meraviglioso Uzbekistan può vantare un suggestivo patrimonio architettonico e artistico, profondamente permeato da tradizioni e dalla storia crudele e affascinante della Via della Seta. 

In termini di attrattive culturali, l’Uzbekistan è di gran lunga lo stato più ricco e straordinario dell’Asia centrale. Animali che sonnecchiano nell’ombra e tovaglie ricamate stese al sole, anziane donne che interrompono con le loro voci allegre il silenzio della strada, le maioliche turchesi del minareto che svetta immoto, tra piazze e vie antiche. Tutto ha l’aria di eterno e scorre lentamente. Questa è l’atmosfera che si respira attraversando questo paese, una terra amichevole di città sgargianti e straordinarie.

Samarcanda, Bukhara e Khiva conquistano e stupiscono i visitatori con le loro favolose moschee, le medressa e i mausolei, ma non mancano attrattive più insolite come il Lago d’Aral, che sta rapidamente scomparendo, le fortezze del remoto Karakalpakstan, la fiorente capitale Tashkent e le iniziative di ecoturismo avviate tra i Monti Nuratau.

Pur essendo uno stato governato in modo autoritario, l’Uzbekistan è un paese estremamente accogliente, dove l’ospitalità costituisce un elemento essenziale della vita quotidiana e la gente del posto vi farà sempre sentire graditi ospiti. La cucina uzbeca è uno dei tratti peculiari della cultura autoctona, con i suoi piatti tradizionali come plov, manty, shurpa, shashlik, lagman, samsa, che costituiscono un vero e proprio vantonazionale. Una lunga tradizione culinaria costituita da diversi riti di preparazione preservati fino ai giorni nostri. A differenza di suoi vicini nomadi, gli uzbechi son sempre stati un popolo stanziale, che si occupavano dell’agricoltura e dell’allevamento, e quindi inclini a creare forti tradizioni. 

Dal 1 febbraio 2019 entra in vigore per i cittadini di 45 Paesi, tra cui l’Italia, l’esenzione dal visto di ingresso. Il regime senza visto si applica ai cittadini italiani titolari di qualunque tipologia di passaporto per un soggiorno fino a 30 giorni sul territorio della Repubblica dell’Uzbekistan, indipendentemente dallo scopo del viaggio. Una volta entrati, è obbligatorio chiedere la registrazione temporanea.

Partire dal crocevia strategico di Urgench per dirigersi verso la incantevole ed esotica Khiva, primo sito del Paese ad essere stato iscritto dall’UNESCO fra i Patrimoni Mondiali dell’Umanità. I monumenti storici, gli antichi Palazzi, Madrase e minareti di questa città sono tutti custoditi tra le mura dell’Itchan Kala, cittadella fortificata da visitare anche tutta in un giorno. Da non perdere il Kalta-minor Minaret, rimasto inconcluso nel 1855, e che spicca con i suoi 29 metri di maioliche turchesi; la Kuhna Ark, residenza dei reali di Khiva, in cui ammirare la Moschea d’estate e la sala del trono; il Palazzo Tach Khaouli e il suo Harem; la meravigliosa Juma Mosque, o Moschea del Venerdì, con oltre 200 colonne di legno a sostenere il tetto dell’unica sala di cui si compone il sito e un minareto di 47 metri.

Attraversando il deserto Kyzyl Kum (sabbie rosse), una delle steppe piu estese dell’Asia centrale, si giunge ad una delle città più belle del paese, Bukhara. Tutto il suo centro storico è dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e racchiude ancora un’atmosfera d’altri tempi fra le sue vie acciottolate e i bazaar ricavati negli antichi caravanserragli. La città esiste da oltre 2000 anni e ha quindi una storia intrigante e antica, un sapere che si tramanda da millenni, nelle arti e nelle scienze, vicende da raccontare di tanti nomi illustri. Per secoli ha rappresentato uno dei centri culturali più importanti sulle vie della seta e ancora oggi uno degli avamposti per lo studio dell’Islam, per via della presenza di numerosissime scuole coraniche, centri di studio e siti di pellegrinaggio. Da non perdere la Sitora-i Mokhi Khosa, residenza dell’ultimo Emiro di Bukhara e il complesso di mausolei di Chor-Bakr.  Per poi visitare la piazza di Lyaby-hauz e la Madrasa Ulugh Beg, costruita agli inizi del XV secolo e considerata a buon diritto la Madrasa più antica di tutta l’Asia Centrale, poi il Minareto Kaylan e Po-i-Kalyan. 

Si prosegue poi verso una meta ormai nell’immaginario comune, che richiama atmosfere da mille e una notte. L’Immancabile Samarcanda, tappa più famosa e affascinante della via della Seta, incrocio di storie e leggende intriganti e terribili, fantastiche e magiche. Punto di snodo delle tante rotte commerciali che passavano in Asia Centrale. Ad oggi è una città quasi totalmente restaurata, ma ancora conserva un fascino e una storia straordinaria. Tra le cose da vedere c’è senza dubbio la Piazza del Registan, le tre Madrase (scuole coraniche) maiolicate che affacciano sulla piazza: la Madrasa di Ulugh Beg, di Sher-Dor e di Tillya-Kori. Talmente grandi e belle che si impiega almeno un’ora per visitarle tutte.

Poi il Mausoleo del conquistatore Timur, noto come Tamerlano. “Gūr-i Amīr” significa letteralmente “tomba del re” e questo luogo venerato ancora da tanti custodisce le spoglie del grande Re Tamerlano, alla quale sarebbero anche legate leggende di maledizioni, per chi provi a violarne la sacralità. Il Mausoleo, anche questo restaurato, rappresenta uno dei più significativi edifici in stile azero. Da non scordare il complesso di mausolei Shah-i-Zinda e la Moschea Bibi-Khanym che spicca con le sue monumentali dimensioni. Inoltre il bazaar di Samarcanda va assolutamente inserito nella lista di cose da esplorare in Uzbekistan per via dei suoi colori e per la spontaneità e vivacità dei locali .

Si giunge infine nella bella città di Tashkent. Qui da non perdere il vivace mercato alimentare di Chorsu, che spicca per la sua caoticità e l’allegria dei suoi prodotti e mercanti.  Qui bisogna lasciarsi tentare da assaggi esotici e talvolta inediti, in particolare quando ci si trova davanti alle vetrine dei banchi di miele. Viste le condizioni di umidità e purezza dell’aria del Paese, vi si produce uno dei più puri e gustosi mieli naturali al mondo. Un passaggio obbligato anche al Plov Centre, per un assaggio del più buon plov del paese, piatto nazionale uzbeko a base di riso, uova sode, carne, uvetta e carote, cotti nel tradizionale tandyr. Consigliata anche una sosta all’Alisher Navoi National Park e un passaggio per la metro di Tashkent, una meraviglia, tripudio di marmi e scintillio di chandelier.  

Il fascino complesso di un oriente regale, che potrai scoprire insieme a noi nel prossimo tour organizzato dalla nostra Agenzia: affronteremo un tour completo delle città più belle e importanti dell’ Uzbekistan, dal 26 settembre al 3 ottobre 2023. Scoprì di più riguardo al pacchetto sul nostro sito, ti aspettiamo!