Quando si va alla scoperta dell’Etiopia ci si ritrova in uno dei paesi più autentici e variegati al mondo, una terra leggendaria si presume corrisponda anche alla culla della vita umana sulla terra. E sicuramente i giorni del Meskel sono quelli più entusiasmanti in cui recarcisi. 

“L’impatto è potente. Quello che mi investe appena scesa dall’aereo è un muro d’aria e luce, che contiene dentro di sé tutte le promesse dell’Africa. Emergono di colpo le suggestioni e le aspettative create da anni di letture e di sogni a occhi aperti, davanti a un atlante. Poi succede qualcosa di inaspettato: si inizia a riflettere, automaticamente, su quello strano concetto che sono le radici. L’Etiopia, in un certo senso, è la casa di tutti.”

Questo affascinante paese africano si è velocemente posizionato tra le destinazioni di viaggio più attraenti, tanto da guadagnare il titolo, nel 2015, di migliore destinazione; mentre il tasso di crescita del turismo registrato nel 2018 è stato il più alto del mondo. Si tratta di una delle più grandi nazioni cristiane del pianeta, ma nonostante questo ha accolto in sè anche l’Islam, dimostrando grande tolleranza religiosa. Inoltre è fortemente culturalmente diversificata, con più di 80 diversi gruppi etnici che mantengono tutti la propria lingua, cultura e storia.

Tra vulcani, savane, maestose montagne ed altipiani, la sua scenografia è davvero unica. Senza contare il suo lato tribale della Valle dell’Omo, fatto di antichi popoli ed etnie. L’ Etiopia è un gioiello che rappresenta l’essenza variegata dell’Africa.
Il Nord del paese è occupato principalmente dall’Altopiano Abissino e si estende da Addis Abeba fino alla regione del Tigray, al confine con Sudan, Gibuti ed Eritrea. Una zona nota per essere la culla dell’ortodossia copta, ricca di chiese ipogee e monasteri incastonati in scenari mozzafiato. 

Ma se quest’ultima è nota come la rotta storica, il sud è invece un vero e proprio paradiso. Composto da centinaia di laghi e dominato dalla Rift Valley, l’Etiopia Meridionale è occupata da antichi popoli e tribù. Un viaggio attraverso queste località è soprattutto un indimenticabile immersione naturalistica ed etnografica.
Vi sono un’infinità di luoghi da ammirare e posti da visitare, ma sicuramente non si possono non citare le tappe essenziali per una prima visita. 

La partenza è ovviamente dalla capitale Addis Abeba, anche capitale dell’Unione Africana.
Qui come in tutte le città d’Africa troverete molto traffico e numerosi contrasti e contraddizioni, ma soprattutto una cultura viva, effervescente e multietnica. Da non perdere il Merkato, il più esteso di tutta l’Africa; oltre che il vero simbolo della città: lo scheletro di Lucy, Custodito nel Museo Nazionale (un australopiteco di 3 milioni e mezzo di anni fa). La sua atmosfera più primordiale si fonde con gli edifici religiosi, tra i quali consigliamo la Cattedrale di San Giorgio e la Cattedrale della Santissima Trinità.

 Si prosegue per Bahr Dar, una città incantevole, porta di accesso al lago Tana e alle magnifiche cascate del Nilo azzurro, alte 40 metri.
La peculiarità di questo luogo sono i suoi numerosi monasteri, risalenti al XIV secolo, sparpagliati tra le isole del Lago, ma anche il colorato mercato giornaliero e i deliziosi caffè con vista. Abbellita da viali alberati e panorami lacustri con un ambiente decisamente tropicale.
Generalmente è la prima fermata dell’itinerario nord che porta fino alla Depressione della Dancalia.

Nonostante il fascino che questo paesaggio quasi alieno incute, è considerato il luogo più caldo ed inospitale della terra, le sue temperature possono arrivare fino ai 50° C durante i mesi estivi. Nel cuore della depressione si arriverà a -155 metri sul livello del mare. Lo splendido Dallol, con le sue miniere di sale e paesaggi colorati; e uno dei vulcani attivi più antichi del mondo, l’Erta Ale, che, in lingua afar, significa montagna fumante, il cui cratere si può raggiunge con un trekking notturno. 

Si giunge poi a Gondar, che è stata la capitale dell’Etiopia per quasi 200 anni. Fondata da re Fasiledes nel diciassettesimo secolo, il castello dell’imperatore e la Fortezza Fasil Ghebbi le hanno fatto guadagnare il soprannome di Camelot d’Africa.
Da non perdere poi il castello di Mentewab ed i palazzi dell’Imperatore Iyasus e Dawit, la chiesa di Debre Birhan Selassie, Light of the Trinity, famosa per gli stupendi dipinti sul soffitto. 

Le Montagne Semien, conosciute anche come il tetto dell’Africa, hanno scogliere che si elevano fino a 1.500 metri. Casa dell’endemica Volpe Semien, del lupo etiope, dello stambecco Walia e del babbuino Gelada, queste montagne sono state dichiarate patrimonio mondiale dell’UNESCO. Milioni di anni di erosione hanno creato un paesaggio surreale dove poter fare spettacolari percorsi trekking. Il Parco Nazionale, insieme alle Montagne Bale, è uno dei migliori per avvistare fauna selvatica, ma il motivo principale per cui venire fino a qui è il panorama. 

Costruita in una zona piuttosto isolata, la mistica Lalibela, detta anche la “Nuova Gerusalemme”, è una città unica Patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1978. Il gruppo di 13 chiese che la caratterizzano è una delle destinazioni turistiche più popolari dell’Etiopia. Le meravigliose costruzioni scavate nella roccia sono state volute da Re Lalibela nel 12 ° secolo, con l’obiettivo di costruire una nuova città santa quando l’originale fu presa nel 1187 d.C. da una fazione musulmana.

La sua visione si è concretizzata in una città di chiese scolpite nella roccia ed interconnesse tra loro tramite tunnel e passaggi. Vista l’impresa straordinaria una leggenda narra che siano stati gli angeli a dargli una mano. Le sue strutture religiose sono oggi perfettamente conservate e utilizzate dai credenti per le celebrazioni, infatti 1.000 dei suoi 10.000 residenti sono sacerdoti. 

Si prosegue verso Axum, che è stata capitale del Regno Aksumite risalente al 100 d.C.
Oggi la città è nota principalmente per le sue stele, enormi obelischi in pietra alti fino a 33 metri e pesanti fino a 520 tonnellate, i più antichi dei quali risalgono a 1700 anni fa.
La leggenda che permea questo luogo narra che nella Cappella della Tavola di Aksum si conservi l’originale Arca dell’Alleanza. Anche se in realtà nessuno l’ha mai vista.

Harar è considerata la quarta città santa in termini di importanza per l’Islam e si trova nella zona orientale del paese. La cittadella murata, in cui si trovano oltre 82 moschee, tre delle quali risalgono al 10° secolo, e 102 santuari, è caratterizzata da 360 vicoli labirintici risalenti a 1.000 anni fa, mura di color pastello, elegante architettura islamica e bei mercati giornalieri. Harar Jugol, la città fortificata, è patrimonio dell’Umanità grazie all’incredibile connubio tra tradizioni africane e mussulmane. A poca distanza si tiene il mercato di Babile, il mercato di cammelli più grande d’Africa.

Ma esattamente cos’è Meskel? E perché è il periodo che ti consigliamo per scoprire le bellezze dell’Etiopia? 

Il Meskel è la più importante e sentita festa religiosa del paese e commemora il ritrovamento della Vera Croce su cui Gesù venne crocifisso. La festa viene celebrata in tutte le principali città e in tutti i villaggi con molto calore e partecipazione, ma il posto migliore per assistervi è Addis Abeba in Meskel Square, dove si radunano moltissimi fedeli. Le celebrazioni durano circa una settimana ma ci sono due giorni che sono il clou della manifestazione: il 16 ed il 17 del Meskerem secondo il calendario etiope, che corrispondono ai giorni intorno al 26 o 27 di settembre del calendario Gregoriano. 

Ovunque vengono celebrate messe e vengono costruite una sorta di piramidi alte e strette alla base utilizzando i rami degli alberi e decorate con margherite gialle, chiamate anch’esse Meskel, con una croce sulla sommità. Quando il sole tramonta il patriarca della Chiesa ortodossa etiope in Meskel Square, e i vari preti ortodossi nei vari villaggi, danno fuoco alla piramide e inaugurano la celebrazione annuale della festa. 

La tradizione racconta che nel quarto secolo Sant’Elena, madre dell’imperatore romano Costantino, ebbe una rivelazione in uno dei suoi sogni: le fu detto che avrebbe dovuto accendere un grande falò e la direzione che avrebbe preso il fumo l’avrebbe guidata nel luogo dove si trovava la vera croce. Oggi i falò che vengono bruciati durante la giornata di Damara assumono anche il significato del passaggio dalla stagione delle piogge e delle nebbie alla stagione del raccolto, in cui il sole, fonte perenne di vita e di luce, risplende in cielo. Così come il fumo guidò Sant’Elena oggi la direzione delle fiamme e la direzione in cui cade il falò annunciano un anno ricco e abbondante o un anno difficile.

Quest’anno puoi cogliere l’occasione di scoprire questo paese magico insieme a noi: la nostra agenzia parte dal 27 settembre al 4 ottobre 2023 alla volta dell’Etiopia proprio per i festeggiamenti di Meskel. Ti aspettiamo per viaggiare insieme!