Il Capodanno ha origini antiche e la sua tradizione è legata ai differenti tipi di calendario che i hanno accompagnato nel corso del tempo. Segna l’inizio di un nuovo anno e rappresenta per molti un momento di riflessione e bilancio, ma anche di celebrazione. Per questo solitamente la notte del 31 dicembre, in Italia corrispondente al giorno di San Silvestro, si organizzano feste e cene con amici e parenti per inaugurare l’anno che va e quello che viene. 

San Silvestro è il nome di Silvestro I, vescovo di Roma e papa della Chiesa Cattolica dal 314 al 335, anno della sua morte. Un’importante figura religiosa durante il cui pontificato la Roma pagana lasciò progressivamente il posto a quella cristiana. San Silvestro morì proprio il 31 dicembre del 335 ed ecco perché viene celebrato in questo giorno dell’anno.

Ma non in tutto il mondo il Capodanno si festeggia lo stesso giorno. Questo può variare infatti in base al tipo di calendario che si segue in una determinata zona del mondo. Le tipologie di calendario utilizzate nel corso del tempo sono di tipo: solare, lunare o lunisolare. 

Un calendario solare è un calendario, cioè un sistema convenzionale di suddivisione e misurazione del tempo, fondato sull’anno solare, in cui la data indica la posizione della Terra nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole. Si basa quindi sulla durata dell’anno solare, di circa 365 o 366 giorni. In questi calendari le stagioni iniziano sempre nelle stesse date, ma i mesi non seguono esattamente il ciclo delle fasi lunari. Di questi il calendario gregoriano è il calendario solare ufficiale adottato da quasi tutti i paesi del mondo. Fu introdotto da papa Gregorio XIII nel 1582 per sostituire il precedente calendario giuliano, promulgato da Giulio Cesare nel 46 a.c. 

Un calendario lunare è un calendario basato esclusivamente sulle fasi lunari. Dato che dodici lunazioni durano 354 o 355 giorni circa, l’anno lunare ha durata inferiore all’anno solare.  L’unico calendario lunare largamente utilizzato anche oggi è il calendario islamico, chiamato “Hijri”.

Quando, invece, il calendario contiene accorgimenti per conservare una sincronizzazione approssimativa con le stagioni e cioè con l’anno solare il calendario si dice lunisolare. Un calendario luni-solare europeo è quello celtico detto calendario di Coligny. Un celebre calendario luni-solare è il calendario cinese, usato anticamente dallo stesso Impero non solo per dettare i tempi, ma anche per l’oroscopo. Anche il calendario ebraico (simile al calendario cinese) è luni-solare e pareggia la durata con l’aggiunta di un mese intercalare, detto embolismico. Anche il calendario ecclesiastico, tuttora usato dalla Chiesa cattolica per determinare la data della Pasqua, è di tipo lunisolare.  

Le origini della celebrazione di questo giorno sono di tipo pagano e nella Roma precristiana, sotto il calendario giuliano, questi era dedicato a Giano, il dio degli inizi, da cui prende anche il nome Gennaio. 

“A Capodanno nessuno faccia empie ridicolaggini quali l’andare mascherati da giovenche o da cervi, o fare scherzi e giochi, e non stia a tavola tutta la notte né segua l’usanza di doni augurali o di libagioni eccessive. Nessun cristiano creda in quelle donne che fanno i sortilegi con il fuoco, né sieda in un canto, perché è opera diabolica”. (Sant’Eligio)

Ciò nonostante il primo giorno dell’anno veniva ancora celebrato in varie fasi e giorni diversi in giro per l’Europa cristiana, come il 25 dicembre, il primo o il 25 marzo, il primo settembre. Le diverse date vennero poi fatte gradualmente coincidere tutte al primo di Gennaio, data poi ufficializzata nel calendario gregoriano. Per fare esempi pratici, si festeggia il primo di gennaio nel calendario gregoriano e in quello giapponese. Per le popolazioni che seguono il vecchio calendario giuliano (alcune Chiese ortodosse e Chiese cattoliche orientali) è celebrato il 1 gennaio, ma corrisponde al 14 gennaio gregoriano. 

Il Capodanno cinese, o capodanno lunare, si festeggia in diversi paesi dell’estremo oriente in corrispondenza del novilunio che cade tra il 21 gennaio e il 20 febbraio. Il Capodanno islamico si festeggia il primo giorno del mese di Muharram e può corrispondere a qualsiasi periodo dell’anno gregoriano, in quanto l’anno lunare impiegato nel calendario islamico è circa 11 giorni più breve dell’anno solare del calendario gregoriano, cosicché una data islamica si “sposta” indietro, rispetto al calendario gregoriano, di circa un mese ogni tre anni.  L’anno nuovo indù si festeggia due giorni prima di Diwali, il festival della Luce, cioè a metà novembre.  Il Rosh haShana, il Capodanno ebraico, occorre generalmente nel mese di settembre.  In Thailandia, Cambogia, Birmania e Bengala, il capodanno solare detto Songran è invece compreso tra il 13 aprile e il 15 dello stesso mese, in occasione del cambiamento di posizione del sole nell’anello dello zodiaco.   

Se in Italia si organizza il tradizionale cenone, si mangiano lenticchie e si indossa intimo di colore rosso per attirare la fortuna, le tradizioni e i rituali in giro per il mondo sono dei più diversi. Per esempio nelle Filippine si portano in tavola 12 frutti di forma tondeggiante che simboleggiano le monete e quindi la prosperità. Mentre in Russia Ded Moroz, Nonno Gelo, porta i suoi doni ai bambini.  In Argentina, nella notte del 31, i vecchi documenti vengono strappati e lanciati dalle finestre, mentre in Danimarca piatti e bicchieri vengono lanciati contro le porte, un rituale in grado di allontanare le influenze negative. In Germania si brinda con una bevanda a base di vino rosso, spezie, bucce d’arancia e rum che prende il nome di Feuerzangenbowle. Ovviamente la tradizione più popolare si associa a quella religiosa in base ai differenti credo dei vari paesi. 

Fede, tradizione, festeggiamenti e cultura sono aspetti da scoprire e vivere in giro per il mondo durante questo periodo. Partire per festeggiare l’ultimo dell’anno in un paese diverso dal nostro è un’occasione di arricchimento ed esperienza davvero unica.