Ai lati opposti del Golfo del Siam troviamo due stati che sembrano rappresentare l’avanguardia da un lato e le antiche tradizioni dall’altro. Due volti fondamentali e necessari per scoprire a fondo le culture del sud est asiatico. In effetti la storia di Singapore e della Cambogia sono testimonianze affascinanti delle trasformazioni culturali e politiche dell’Asia.    

 

Il Porto di Temasek o “Città del Mare”, fu distrutto dai giavanesi nel XIV secolo e ribattezzato come Singapore, ovvero “Città del Leone”, dal principe asiatico Sang Nila Utama. L’ultimo sovrano di Singapore fu Parameswara, che dopo una lunga lotta fu sconfitto dalle truppe di Majapahit e costretto a rifugiarsi a Malacca, dove si convertì all’islam e fondò l’omonimo sultanato. Il regno giavanese ebbe fine nella seconda metà del XV secolo sotto la pressione islamica, cinese e siamese. Il periodo coincise con la diffusione dell’islam nel sud est asiatico, e Singapura divenne un importante porto commerciale del Sultanato di Malacca, affermatosi nella parte meridionale della penisola malese.  

Nel 1795, con la sottomissione della Repubblica Olandese da parte dei francesi, Guglielmo V si rifugiò nel Regno Unito e affidò ai britannici il controllo dei territori d’oltremare, per non farli cadere in mano francese. Con la caduta di Napoleone, nel 1814 i britannici restituirono i territori agli olandesi, ma vent’anni di gestione dei traffici marittimi con la Cina li avevano abituati a enormi profitti. Fu così che nel 1819  Sir Thomas Stamford Raffles, un governatore coloniale inglese, decise di comprare il territorio al sultano di Johore, con lo scopo di creare una nuova via commerciale verso la Cina e frenare l’espansione degli olandesi. Nel 1823 la Compagnia delle Indie Orientali incluse Singapore al principato britannico del Bengala. Nel 1826 passò a far parte degli Insediamenti dello Stretto, che dipendevano dal governo britannico, e nel 1837 ne divenne capitale. La sua posizione strategica e il suo status di porto franco, fecero della città un fiorente centro commerciale, attirando un tal numero di immigrati cinesi che, in poco tempo, superarono il numero di abitanti malesi. 

Passaggio obbligato tra Oceano Indiano e Pacifico e scalo necessario dei bastimenti inglesi che si dirigevano verso Hong Kong, il Giappone e l’Indocina, Singapore visse un periodo di auge economica, diventando il centro mondiale del commercio di caucciù, una posizione che si consolidò con l’apertura del Canale di Suez nel 1869. Nel 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, Singapore fu occupata dalle forze nipponiche della Malesia, che ribattezzarono il paese come Syonan o “Luce del Sud”.

Il 6 settembre 1945, i territori di Singapore furono riconquistati dalle truppe britanniche e ricevettero lo statuto di colonia. A seguito di numerose rivolte, nel 1959 la Gran Bretagna riconobbe l’autonomia dello Stato di Singapore, che passo ad essere un membro della confederazione del Commonwealth. Nel 1963 Singapore ottenne l’indipendenza ed entrò a far parte della Federazione della Malesia, anche se due anni dopose ne separò, a causa di discrepanze con il governo federale, diventando uno stato sovrano. Una politica internazionale neutrale, basata principalmente su accordi commerciali, ha condotto questo piccolo stato, il più piccolo dei paesi del sud-est asiatico, ad una continua crescita demografica, economica e finanziaria. 

Dall’altra parte la Cambogia ha una storia altrettanto turbolenta se non addirittura più oscura. Nel periodo compreso dal VIII al IX secolo, i territori dell’attuale Cambogia e Delta del Mekong furono annessi al Regno di Medang (odierna Java, Indonesia). Dopo una sanguinosa rivolta, i territori occupati ottennero l’indipendenza. Jayavarnman II (802-835) si autoproclamò “monarca divino” (Deva Raja), rappresentazione terrena di Shiva. Ispirandosi al Monte Meru, la montagna sacra e centro dell’universo, Jayavarnman fece costruire un tempio sul monte Phnom Kulen. Iniziò così un’opera di unificazione ed espansione del Regno, creando uno dei più vasti e potenti imperi del sud-est Asia: l’Impero Khmer, che raggiungerà il suo apogeo intorno al XIII secolo. Con la salita al trono di Suryvarman II (1112-1152) fu commissonata la costruzione del grandioso Angkor Wat, il complesso templare più grande del mondo.

E sotto il regno di Jayavarman VII, venne commissionata la costruzione della città fortificata di Angkor Thom. Al centro di Angkor Thom fu realizzato uno dei templi più grandiosi e spettacolari dell’Impero Khmer: il Bayon. Durante questo periodo l’Impero Khmer raggiunse l’apice, in termini di ricchezza, cultura, arte ed estensione territoriale. Con la morte di Jayavarman VII (1219), l’impero iniziò un lento ed inesorabile declino le cui cause furono molteplici. Angkor fu abbandonata definitivamente nel 1432 e la capitale fu trasferita dapprima a Lovek e successivamente a Chaktomuk (odierna Phnom Penh, attuale capitale della Cambogia).

Indebolita da conflitti interni, viene invasa da altre potenze: le città vengono saccheggiate e il re Norodom mette il Paese sotto la protezione della Francia nel 1863. La colonizzazione francese dura fino al 1954; durante questo periodo vengono restituiti alla Cambogia numerosi territori che erano stati occupati dal Siam ed il Paese viene ricostruito con l’aiuto della Francia. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, nel 1954, vene ufficialmente riconosciuta l’indipendenza. Il paese conosce un periodo di prosperità sotto il regno del re Sihanoik, ma nel 1970 avviene un colpo di Stato, realizzato dal cugino del re e Lon Nol, entrambi alleati degli americani. Sihanouk si rifugia in Cina e forma un governo in esilio controllato dal movimento rivoluzionario cambogiano, gli Khmer rossi. Questi ultimi approfittano dell’appoggio del re per reclutare forze tra i contadini. 

In seguito gli Americani invasero la Cambogia per scacciare migliaia di soldati viet cong che utilizzano le basi militari cambogiane per attaccare il sud del Vietnam. Ma l’armata nord-vietnamita, con l’aiuto dei Khmer rossi, vince facilmente contro i cambogiani. I nord-vietnamiti si impadroniscono di Angkor e gli Stati Uniti bombardano il paese. I Khmer rossi che invadono la Cambogia, vogliono trasformarla in una cooperativa agricola maoista guidata dai contadini. Il paese quindi si ritrova sotto la sanguinosa dittatura del regime khmer rosso, che fa quasi tre milioni di morti in quattro anni.

Quando Sihanouk torna in patria nel 1975 come “capo di Stato”, deve rinunciare alla carica e viene fatto prigioniero. Pol Pot elimina tutti i rappresentanti del vecchio governo di Lon Nol. È l’anno “zero”: il paese si chiude ad ogni contatto con l’esterno e l’incubo dei cambogiani termina solo nel 1979, quando le truppe vietnamite arrivano in Cambogia, destituendo Pol Pot e fermando il genocidio. Quando i vietnamiti lasciano la Cambogia nel 1989, il regno inizia la ricostruzione e inizia il percorso di democratizzazione. 

 

Nonostante le sfide, questi paesi hanno mantenuto la loro identità culturale e oggi offrono insieme una combinazione unica di storia antica e rinascita moderna. Pur avendo percorsi storici distinti, rappresentano la resilienza, la trasformazione e la ricchezza culturale dell’Asia. Un viaggio attraverso Singapore e la Cambogia è un viaggio attraverso il tempo, che offre agli esploratori una panoramica profonda e autentica della storia asiatica.  

 

A Singapore si respira una commistione di culture davvero singolare. Se siete interessati a visitare questa metropoli d’Oriente, ecco le nostre tappe fondamentali:

Senza dubbio la zona di Marina Bay è l’immagine più conosciuta e quella che meglio rappresenta Singapore, il luogo che tutti vorremmo visitare appena arriviamo in città.
L’area di Marina Bay si trova nella parte orientale di Singapore e fa parte del più grande quartiere di Downtown Core, il centro storico ed economico della città. In particolare nel quartiere di Pedang potrete ancora ammirare palazzi risalenti al periodo coloniale, simboli dell’antico imperialismo britannico: il Victoria Theatre o il City Hall, l’antica sede del Parlamento. Nella zona della Marina la sera è ideale una tappa al Ponte Helix, che prende il nome dalla sua forma, e di notte risplende di luci viola.

Convenzionalmente la visita comincia con Merlion Park; o meglio, con una visita a questo parco all’ombra dei grattacieli e una foto a fianco la statua simbolo dell’isola: il Merlion. Si tratta di una figura mitologica, metà leone e metà pesce, che da un lato rimanda all’etimo della città (dal malese Singapura “Città del leone”); dall’altro all’importanza della pesca, per secoli una delle principali fonti di sostentamento del territorio. È alta quasi nove metri e situata di fronte al Fullerton Hotel. Sulla sponda opposta, si trova la Esplanade-Theatres on the Bay, una sede dall’architettura futuristica con teatro, sala concerti e centro commerciale. 

Ma il vero fulcro del quartiere è senza dubbio il Marina Bay Sands Resort, grattacielo dal design unico che include al suo interno hotel, casinò, centro commerciale, vari musei, teatri, ristoranti, ma soprattutto la famosa Infinity Pool, la piscina situata all’ultimo piano della struttura. In cima troviamo inoltre lo SkyPark Observation Deck, la terrazza panoramica più bella della città. Nel quartiere si trova anche la Singapore Flyer La ruota panoramica più grande al mondo. E’ situata in cima ad una struttura di 3 piani, è alta 165 metri e regala delle viste da capogiro su tutta la città.

Costituiti da 101 ettari, i Gardens by the bay, l’orto botanico di Marina Bay, sono dei giardini a dir poco futuristici. Per vedere da vicino queste strutture si può passeggiare sulla OCBC Skywalk, una passerella sospesa di oltre cento metri che attraversa tutti i giardini dall’alto legando gli alberi tra loro. Al suo interno si trovano varie specie di piante, ma soprattutto una delle attrattive più iconiche della città, ovvero i Supertree Grove, degli enormi alberi artificiali di grandezza variabile fra 25 e 50 metri. Sono alberi fotovoltaici per la precisione, in grado di accumulare il calore del sole e trasformarlo in illuminazione.

A realizzare nel 2012 questi giganteschi alberi, 18 in tutto, un team di ingegneri, paesaggisti e architetti degli studi Wilkinson Eyre e Grant Associates. Un intreccio di acciaio, calcestruzzo e vegetazione in grado di regalare bellissimi giochi di luce. L’atmosfera si fa ancora più magica la sera quando i Supertree illuminano il parco con lo spettacolo Garden Rhapsody, caleidoscopio di luci colorate. Sono moltissimi i turisti che regolarmente visitano i giardini, giustamente attratti dalla dimensione onirica e fantascientifica del paesaggio, non a caso utilizzata anche nel famosissimo videogame Call of Duty.

Il Museo dell’Arte e della Scienza Inaugurato nel 2011, rappresenta uno dei principali poli di diffusione culturale di Singapore e propone un innovativo connubio tra il mondo delle arti e delle scienze. A colpire il visitatore è già la struttura esterna del museo, dal design curato e futuristico, che richiama le linee di un fiore di loto con i petali aperti.
All’interno, una superficie di 6.000 mq dove sono organizzati 21 spazi espositivi. In mostra, moltissimi oggetti simbolici della storia umana: tra i tanti si può ammirare la macchina per volare di Leonardo da Vinci. Le esposizioni sono estremamente curate grazie anche all’utilizzo di espedienti d’impatto quali scale fluttuanti e percorsi modellati da luci e immagini in movimento.  

Anche i centri commerciali sono grandi, puliti e moderni, e uno dei più famosi è il Suntec City, che merita assolutamente una visita! Al suo interno, infatti, potrete trovare una delle attrazioni principali della città. Stiamo parlando della Fountain of Wealth, la fontana più grande del mondo. E’ possibile addirittura entrare all’interno della fontana, dove troverete un cartello con delle istruzioni da seguire: “allungate il braccio verso l’interno e fate tre giri intorno al centro della fontana, vi porterà fortuna”.   

Kampong Glam, il quartiere arabo di Singapore. L’etimo deriva dal malese: “Kampong” sta per villaggio; mentre “Glam” è un albero da cui i malesi storicamente ricavavano il legno per la costruzione di barche. Il quartiere arabo dell città e include le zone di Bussorah Street, Bali Lane, Muscat Street e Haji Lane. Quest’ultima può essere considerata l’arteria principale del quartiere, e consiste in una piccola via ricca di negozi e bancarelle in cui acquistare ogni genere di prodotto, tra cui abiti di seta con lavorazioni uniche in batik. All’interno di Arab Street si può godere di un tramonto pazzesco salendo sopra la cupola dorata della Moschea del Sultano Masjid, fra le attrazioni storiche più rilevanti della città, e dalle fattezze che la fanno sembrare uscita dalla fiaba di Aladino. Se vi piace il cibo medio orientale è caldamente consigliato passare da queste zone la sera per approfittare dei numerosi locali e ristoranti.

Nella parte settentrionale della città, confina con il quartiere Little India. Quartiere folcloristico di Singapore, Little India è il cuore della comunità indiana della città. E’ davvero semplice lasciarsi affascinare dai caratteristici negozi di tessuti, gioielli e spezie. Ed è proprio qui che si trova una delle strade più antiche della città, Serangoon Road. Da non perdere almeno una visita fugace al Mustafa Centre, il magazzino aperto 24 ore su 24 dove è possibile trovare qualsiasi tipo di oggetto a prezzi stracciati, e al Mekka Mall, il magazzino più moderno e l’unico con l’aria condizionata per un po’ di refrigerio nei mesi più caldi. Ovviamente questo è il posto migliore dove mangiare ottimo pollo al tandoori e palak paneer.
Qui vi consigliamo di visitare anche il Sri Veerkamaliamman Temple, tempio hindù più vecchio di Singapore e caratterizzato da una particolare architettura, con statue colorate che rappresentano le divinità religiose.   

Il Singapore Botanic Garden rappresenta uno dei parchi più antichi della città, nonché uno dei più grandi. Quello che può essere considerato a tutti gli effetti “il polmone verde di Singapore” occupa una vasta area nel cuore della metropoli, circa 74 ettari. Fondati nel 1859 in piena epoca coloniale, i Botanic Gardens hanno rappresentato un importante snodo nella modernizzazione di Singapore. All’inizio, la mission fu soprattutto quella di raccogliere, coltivare, sperimentare e distribuire piante utili alla popolazione locale. A questa prima fase corrispondono le piantagioni di caucciù fino ad allora sconosciute sull’isola. Nel giro di pochi anni, il caucciù passò dall’essere una coltura solo locale a un ambito regionale molto vasto, diventando un raccolto importante in tutto il sud-est asiatico. Dopo il caucciù fu la volta delle orchidee, fiore simbolo di Singapore, il cui allevamento è ancora centrale nella produzione vivaistica di questi giardini (da vedere il National Orchid Garden) che, ricordiamolo, dal 2015 sono Patrimonio UNESCO. 

L’equivalente della Fifth Avenue di New York, Orchard Road è il più importante viale dello shopping della città, e si snoda tra il Tanglin Mall, su Tanglin Road, fino a Plaza Singapura. Qui si concentrano boutique eleganti di firme prestigiose, negozi di arredi e accessori e grandi centri commerciali che oltre ai negozi propongono una vasta gamma di servizi, ristoranti e intrattenimenti. I grattacieli che si affacciano sul viale ospitano spa, hotel, uffici, ristoranti e caffetterie. C’è davvero di tutto per trascorrere un pomeriggio all’insegna dello shopping e del divertimento.   

Il Raffles Hotel è un hotel storico dal fascino coloniale. Icona di Singapore ed emblema del lusso che ha ospitato molti grandi personaggi: da Joseph Conrad e Rudyard Kipling fino al Principe William e Kate Middleton. Una camera può essere costosa, ma per curiosare e dare un’occhiata all’interno non c’è bisogno di pernottare. La hall, infatti, è a libero accesso, ma soprattutto è aperto a tutti il bar, uno dei più famosi di tutta l’Asia, con il bancone di legno ricoperto da uno strato di bucce di arachidi alto un dito e i ventilatori in vimini e bambù. In perfetto stile coloniale, qui sono mantenute vive tradizioni quali il tè delle 17 e il rito del brunch, da consumare su comode poltroncine damascate. Qui è inoltre stato inventato il celebre cocktail Singapore Sling. 

Chinatown, vivace, brulicante e coloratissima, dove  le piccole dimore tradizionali sopravvivono all’ombra dei grandi grattacieli della metropoli, racchiudendo sapori, colori e usanze tipicamente cinesi. Pagoda Street è la strada principale dove acquistare souvenir e oggettistica, mentre Smith Street è la tappa perfetta per comprare cibo o fermarsi a pranzo presso le bancarelle di street food nel mercato Chinatown Food Street. Tra le attrazioni culturali più importanti del quartiere c’è il Buddha Tooth Relic Temple and Museum, noto tempio buddista con museo annesso, al cui interno è custodita una reliquia sacra, che si presume essere un dente del Buddha e viene esposto solo in determinate occasioni. Consigliatissima la visita al Chinatown Heritage Centre, museo etnografico che ripercorre la storia dei cinesi migrati a Singapore ed è allestito nella casa di un sarto.

Sentosa è un’isola bellissima, situata all’estremità meridionale di Singapore e raggiungibile grazie alla linea Sentosa Express, la funivia di Singapore. Sentosa in malese significa “tranquilla” ma quest’isola a sud di Singapore tranquilla non lo è più da tempo. Si tratta di un grande parco dei divertimenti, dove si concentrano attrazioni per tutta la famiglia: a partire dai famossissimi Universal Studios, per proseguire con il parco acquatico Adventure Cove Waterpark e il parco avventura Sentosa 4D AdventureLand. Non mancano poi campi da golf, negozi e ristoranti.

Lungo la costa, inoltre, troverete chilometri di spiagge che offrono una bellissima cornice per rilassarsi. Sono tre e soddisfano le diverse esigenze degli ospiti: Siloso Beach è la spiaggia degli sportivi; Palawan Beach è più adatta per le famiglie ed è famosa per il suo ponte sospeso; Tanjong Beach, infine, è la meno affollata delle tre. Meritano una visita anche le isolette di St. John’s e Kusu a sud di Sentosa e facilmente raggiungibili in pochi minuti di navigazione. 

 

C’è qualcosa di magico nell’affascinante Cambogia che disorienta e al tempo stesso ammalia i viaggiatori. Un mondo immerso in un’atmosfera ferma nel tempo, passando tra il fiume Mekong e gli alti monti Cardamomi, un’incredibile esperienza di viaggio in una delle perle dell’Indocina attraverso le sue attrattive principali: 

Meta imprescindibile è il complesso di rovine e templi di Angkor, al cui interno si trova l’Angkor Wat, il più grande edificio religioso del pianeta. Conosciuto anche come il Tempio della Città e location di numerosi film girati in Cambogia per la sua incredibile bellezza, questo antico tempio Khmer venne dedicato a Visnù, protettore del mondo. Inoltre, rappresenta il principale esempio dello stile e dell’architettura Khmer, diventando un simbolo del Paese, essendo addirittura presente sulla sua bandiera. 

Subito a seguire troviamo Angkor Thom, Grande Città in lingua khmer, l’ultima capitale dell’Impero. All’interno di questo tempio-città, come da tradizione, si trova il simbolo sottoforma di tempio della montagna sacra di Bayon, con i suoi immensi volti in pietra. I primi viaggiatori occidentali che la raggiunsero la definirono L’Atlantide di Platone, pensando erroneamente che fosse costruita da Traiano, l’imperatore romano. In questo luogo gli antichi khmer concentrarono una quantità di templi pari a tutte le cattedrali europee messe insieme in un’area grande quanto Los Angeles, per cui c’è solo l’imbarazzo della scelta.  

Ad esempio il Banteay Srei, Cittadella delle Donne, complesso più piccoli ma di incredibile pregio e bellezza, completamente costruito in arenaria rossa e ricco di rilievi. O il Ta Prohm, uno dei templi più iconici, nelle medesime condizioni dal momento della sua riscoperta, il che gli ha permesso di fargli mantenere un’aura selvaggia e di profondo mistero, grazie agli alberi che crescono al suo interno e sopra il complesso, circondando le rovine nella giungla. Per via del suo aspetto pittoresco, imponente e invaso dalla natura è stato di ispirazione per numerosi scrittori. I più importanti edifici che possiamo ammirare al suo interno sono la Stanza delle Danzatrici, la Casa del Fuoco e le biblioteche. E poi ancora le rovine immerse nella giungla del Beng Mealea e la piramide di Koh Ker, che ricorda quelle dei maya.    

Il complesso di Angkor si trova presso Siem Reap. La città è sorta come base di partenza per la visita dei templi di Angkor, o per recarsi presso il lago Tonlé Sap e i suoi villaggi, ma in seguito si è trasformata in una meta di livello internazionale con una fantastica scelta di ristoranti, caffè e bar, per non parlare dei mercati, delle boutique e delle gallerie d’arte.

Distesa lungo il fiume Sangker, Battambang è una delle cittadine coloniali meglio conservate del paese. Nelle vecchie botteghe francesi c’è un po’ di tutto, dal caffè del commercio equo e solidale alle gallerie d’arte. Una commistione di nuovo e antico in perfetto equilibrio. Se si desidera un’immersione nella natura, invece, sarà sufficiente allontanarsi poco fuori dai confini della città per ammirare villaggi tra la natura e fermi nel tempo. Tra Siem Reap e Battambang è presente uno dei villaggi fluviali più belli del Paese.

Infine, c’è Phare Ponleu Selpak, una famosa associazione no profit che mette in scena spettacoli circensi di alto livello: il magnifico Circo Phare. La città, infatti, ha un’antica e celebre tradizione circense. Tra le cose da vedere anche il Bamboo Train: in passato utilizzata per il trasporto delle merci, è una semplice asse di legno con ruote collocata su dei binari, oggi utilizzata principalmente per il divertimento dei viaggiatori che raggiungono Phnom Penh.

Phnom Penh grazie alla sua posizione sul fiume Mekong rappresenta un porto commerciale molto importante, inoltre è  la città più popolosa della Cambogia e suo centro culturale. Conosciuta in passato con il nome di Perla dell’Asia, questa città è oggi una delle principali mete dei viaggiatori che visitano il Paese, famosa per la sua architettura che unisce lo stile khmer tradizionale e quello lasciato dal retaggio del colonialismo francese nel paese. La capitale è una città caotica e affascinante che si è liberata dalle ombre del passato. Con un lungofiume tra i più suggestivi della regione, Phnom Penh è molto raffinata grazie ai suoi alberghi alla moda, ai ristoranti da gourmet e ai bar alternativi. Lo straordinario Museo Nazionale e la triste prigione di Tuol Sleng rappresentano rispettivamente il meglio e il peggio della sua storia. Da non perdere anche la Pagoda d’Argento e il Palazzo Reale.

Oudong, fu la capitale della Cambogia. Oggi è una tappa molto importante per la sua bellezza e importanza storica. Infatti, ospita dei monasteri buddhisti chiamati vihara e degli stupa al cui interno sono conservate reliquie di Buddah e spoglie di re. Tra i principali edifici troviamo il Santuario del Toro Sacro, la statua di Buddha in posizione seduta e il Chêdey Mak Proum, dove si trovano le ceneri del re Monivon. L’edificio più visitato in assoluto, però, venne terminato solo nel 2002 ed è il Sanchak Mony Chedêy. Alto oltre 40 m, presenta splendidi elefanti e altri dei guardiani, oltre che al suo interno le reliquie del Buddha ritrovate in Cambogia, portate qui con una immensa processione sempre nel 2002. Questi edifici si trovano sulla collina, raggiungibile grazie a una scalinata. Alla base, si trova il monumento dedicato alle vittime dei seguaci del Partito Comunista, conosciuti come Khmer Rossi.   

Tra le cose da vedere troviamo anche il lago Tonlé Sap con i suoi villaggi galleggianti. Visitarli grazie a un’escursione in barca è un’esperienza unica, che vi permetterà di scoprirli partendo principalmente da Kompong Chhnang e Siem Reap. Solcando le vie acquatiche, le piccole imbarcazioni vi porteranno alla scoperta dei meravigliosi villaggi di Chong Kos, Kampong Phluk, Chong Khneas, Phoum Kanda e Kampong Khleang. Anche il tragitto stesso in barca, che durerà due ore circa, è estremamente interessante grazie al paesaggio che ammirerete, immersi in una natura selvaggia tra le mangrovie.

Arrivati ai villaggi osserverete le palafitte sulle rive del lago, case galleggianti, ma anche mercati, ospedali e scuole. Infatti, tutta la vita di queste popolazioni avviene a stretto contatto con l’acqua. I popoli Khmer vietnamiti e cambogiani vivono ancora qui di pesca, allevamento di gamberetti e costruzioni di piccole imbarcazioni. La vita di questi popoli segue il ciclo del lago e delle stagioni delle piogge, vivendo in perfetta simbiosi con la natura. Tra i momenti migliori per visitare questo luogo è durante il bon om tuk, la tradizionale festa che si tiene nei pressi di Phnom Penh per festeggiare l’ingresso del fiume Tonle Sap nel lago.

La distesa a perdita d’occhio di risaie e palme da zucchero che caratterizza il paesaggio cambogiano cede il passo a dolci colline nel ‘selvaggio est’. Mondulkiri è una zona abitata dai fieri bunong, che praticano tuttora l’animismo e il culto degli antenati. Qui la natura incontaminata offre l’opportunità di passeggiare insieme agli elefanti presso l’Elephant Valley Project o di avvistare langur e gibboni nel corso di un trekking nella Foresta Protetta di Seima. Se aggiungete roboanti cascate e una zip-line nella giungla, avrete tutti gli ingredienti per una bella avventura.

Fra le isole meridionali della Cambogia, Koh Rong e Koh Rong Sanloem sono l’occasione migliore per realizzare i vostri sogni tropicali, tra i luoghi più belli da vedere per gli amanti del mare. Al largo della costa di Sihanoukville nel golfo del Siam Koh Rong ha un’atmosfera da sogno, ma anche festaiola, soprattutto nel villaggio principale di Koh Tuch; il resto dell’isola, orlata da una scintillante sabbia silicea e ammantata da una fitta giungla, è un vero rifugio. Poco più a sud sorge la più tranquilla Koh Rong Sanloem, con qualche resort tropicale e belle baie poco profonde. Lungo la costa si trovano altre isole, tra cui l’Arcipelago di Koh Sdach e la grande e pressoché incontaminata Koh Kong.      

 

Anche noi insieme alla nostra agenzia partiremo per questa avventura indimenticabile attraverso i luoghi meravigliosi che abbiamo descritto, da Singapore fino alla Cambogia, dal 15 al 24 Febbraio 2024. Scopri di più nel link su come unirti a noi!