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Un’analisi degli spostamenti nel 2020 e una roadmap per affrontare il 2021 con gli strumenti giusti: l’ultima ricerca presentata da M1nd-set si muove in questa direzione.

Il focus, come riportato da Travel Daily News, evidenzia un calo del traffico durante il 2020 variabile dal 47% al 61% per i viaggi nazionali e dal 69% all’82% per i viaggi internazionali.

Database Iata
M1nd-set ha analizzato regione per regione il traffico aereo internazionale e nazionale per l’intero 2020 (con dati previsionali da ottobre a dicembre) utilizzando il database del traffico aereo della Iata, che raccoglie dati sui voli effettivi e sulle prenotazioni di oltre 850 compagnie aeree, comprese 150 compagnie aeree low cost.
Il calo del traffico durante il 2020 varia dal 47% al 61% per i viaggi nazionali e dal 69% al 82% per i viaggi internazionali. Il traffico totale è diminuito da 4,48 miliardi di viaggiatori nel 2019 a poco più di 1,7 miliardi di viaggiatori nel 2020 a livello globale, con un calo complessivo (medio globale) del 62%.

Il calo maggiore in Asia Pacifico
Il calo più significativo si è registrato in Asia Pacifico, dove i viaggi internazionali sono diminuiti da 508 milioni di passeggeri nel 2019 a 93 milioni nel 2020. La regione più colpita per i viaggi nazionali nel 2020 è l’Africa, dove il numero di passeggeri è diminuito di oltre il 61%, da 31,8 milioni nel 2019 a poco più di 12 milioni nel 2020. Il calo più incisivo del traffico tra le principali nazionalità per i viaggi aerei è stato osservato nel mercato internazionale della Cina, dove il numero di passeggeri è diminuito di quasi l’88%. India e Indonesia hanno subito perdite di circa l’80% nel traffico internazionale per nazionalità, la Spagna del 75% e sia l’Italia che gli Stati Uniti del 73%.  

Il trend 2021
La ricerca rivela che quando le restrizioni ai viaggi internazionali verranno revocate, la maggior parte dei viaggiatori internazionali (79%) sarà disposta a viaggiare di nuovo in aereo entro i primi 6 mesi. Tuttavia, più di otto viaggiatori su dieci cambieranno in media la loro frequenza di viaggio. I viaggiatori dell’Asia Pacifico saranno i più propensi a cambiare e ridurre la loro frequenza di viaggio (87%); i cinesi leggermente meno (83%). L’81% dei viaggiatori in Medio Oriente e Africa e il 78% tra i viaggiatori nelle Americhe cambierà la frequenza di viaggio, mentre in Europa la percentuale è inferiore (72%).  

Il tempo in aeroporto
Mentre il 65% dei viaggiatori internazionali prevede di trascorrere meno tempo in aeroporto, meno di un sesto dei viaggiatori eviterà i negozi duty-free. Peter Mohn, ceo di m1nd-set, ha commentato: “Con circa due terzi dei viaggiatori globali che pianificano di trascorrere meno tempo in aeroporto, i rivenditori e altri operatori commerciali dovranno trovare proposte ancora più allettanti per coinvolgere i passeggeri e attirarli nei negozi e nei ristoranti. Il tempo supplementare per passare attraverso i controlli di sicurezza e l’immigrazione a causa delle distanze sociali indurrà i passeggeri ad arrivare prima del solito all’aeroporto, quindi c’è tempo sufficiente per curiosare fra i negozi, prendere un caffè o cenare”.

Fonte: ttgitalia.com