Doveva essere avviato a maggio 2023, ma l’Unione europea ha deciso di rinviare al 2024 l’entrata in vigore dell’ETIAS, il sistema di informazione e autorizzazione ai viaggi nel vecchio continente. 

La Direzione generale per la Migrazione e gli affari interni (HOME) di Bruxelles ha posticipato di un anno la data per l’attivazione dell’autorizzazione di cui avranno bisogno i viaggiatori dei Paesi extra UE a cui non è richiesto un visto e che intendono transitare o soggiornare per un breve periodo di tempo nello spazio Schengen. Questo sistema elettronico quindi tiene traccia dei viaggiatori che entrano nella UE provenendo da paesi terzi. Incluso il Regno Unito, ma esclusa la Svizzera.

Ma come funziona di preciso il meccanismo europeo simile all’ ESTA statunitense e all’ETA britannico?

Etias, che sta per European Travel Information and Authorization System, ricorda da vicino l’Esta, introdotto dal Governo Obama per finanziare la promozione del turismo internazionale. Le procedure legali per la sua creazione sono iniziate nel 2016 quando il presidente della Commissione Europa, Jean-Claude Juncker affermò «Dobbiamo sapere chi entra nei nostri confini. Con l’Etias europeo lo sapremo ancor prima che arrivi qui».  L’autorizzazione ai viaggi sarà valida per tre anni o fino al termine di validità del documento di viaggio registrato al momento della domanda, se precedente. 

L’obiettivo del sistema è anche quello di assistere i paesi UE in vari modi: riducendo la burocrazia sulle procedure d’ingresso e i tempi per presentare le domande, migliorare la gestione dei confini, assistere i paesi nella lotta al terrorismo e al crimine, impedire l’immigrazione irregolare e rafforzare la politica di liberalizzazione dei visti. Questa procedura punta anche a tagliare drasticamente il numero di persone cui viene rifiutato l’ingresso direttamente alla frontiera.   

Questi sono i paesi europei che richiederanno un ETIAS valido all’arrivo ai propri confini: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Cechia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Romania , Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Svizzera. 

Dall’entrata in vigore avranno l’obbligo di richiedere l’ETIAS i cittadini che provengono da: Albania, Andorra, Antigua e Barbuda, Argentina, Australia, Bahamas, Barbados, Bosnia ed Erzegovina, Brasile, Brunei, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Dominica, El Salvador, Georgia, Grenada, Guatemala, Honduras, Hong Kong, Israele , Giappone, Kiribati, Macao, Macedonia, Malesia, Isole Marshall, Mauritius, Messico, Micronesia, Moldavia, Montenegro, Nuova Zelanda, Nicaragua, Palau, Panama, Paraguay, Perù, S. Kitts e Nevis, Santa Lucia, SV e Grenadine , Samoa, Serbia, Seychelles, Singapore, Isole Salomone, Corea del Sud, Taiwan, Timor Est, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Ucraina, Emirati Arabi Uniti, Stati Uniti, Uruguay, Vanuatu e Venezuela. In seguito alla Brexit anche i cittadini del Regno Unito dovranno fare richiesta dell’ETIAS prima di entrare nei Paesi dell’area Schengen dell’Unione Europea.   

In pratica le nazioni i cui cittadini possono entrare nell’area Schengen senza visto. E sono quindi 63 le nazionalità per le quali è richiesto questo che non è tecnicamente un visto bensì una autorizzazione che Bruxelles ha messo in campo per monitorare gli ingressi e le permanenze inferiori a 90 giorni. «E stabilire – spiega il sito Shengenvisainfo.com – che i richiedenti non siano una minaccia alla sicurezza». 

Chiunque faccia parte dei Paesi elencati dovrà registrarsi su un portale apposito (ancora non è chiaro se tramite un’app) e iniziare le procedure per ottenere l’Etias europeo. Dopo aver compilato il modulo online, il sistema controllerà in automatico la titolarità all’ingresso. Nella maggior parte dei casi, il via libera arriverà dopo pochi minuti, ma in casi limitati, qualora servissero ulteriori accertamenti sul richiedente, la richiesta andrà gestita manualmente. Una volta arrivato andrà stampato e presentato alle autorità di frontiera insieme ai documenti. All’atto della presentazione online, il richiedente dovrà pagare una tassa di 7 euro (cifra ad oggi da confermare). Gli adulti dovranno compilare l’Etias anche per i minorenni di cui sono genitori o hanno la tutela legale.

L’autorizzazione può essere ottenuta per ragioni turistiche o per ragioni commerciali e viaggi d’affari. Inoltre, specificandolo al momento della richiesta, anche motivazioni mediche o necessità di transito possono essere considerate ragioni valide all’ottenimento. Il permesso non è destinato ai cittadini che devono studiare o lavorare stabilmente nei Paesi dell’area Schengen, per tali istanze vanno aggiunte ulteriori autorizzazioni.