L’Egitto, terra di magie e misteri, di una cultura antica e preziosissima, da vivere attraverso un’esperienza assolutamente indimenticabile, ovvero una crociera lungo il fiume Nilo. Un’idea di viaggio resa romantica e iconica grazie anche alla letteratura e alla cinematografia, ma che è possibile rendere realtà. 

Il Grande Padre Nilo scorre da un capo all’altro dell’Egitto. L’hanno percorso i faraoni per visitare gli angoli più lontani del paese, per trasferire la capitale da nord a sud; l’hanno solcato le navi dei capomastri e degli schiavi, cariche di statue, capitelli, materiale da costruzione. Dal tremila avanti Cristo il Nilo è sinonimo di civiltà, di vita, di fertilità. E oggi l’emozione di percorrerlo non è cambiata. 

Ecco la magia dell’Egitto: quel sentore di vita sospesa, quel passato che riemerge in ogni angolo. Nelle parole concitate della gente, nel piacere riscoperto di decifrare i geroglifici, nei gesti lenti e immutabili dei locali. Il Nilo è la catena magica che unisce passato e presente, che racconta l’epopea dei faraoni e la storia di un popolo.  Dal Cairo ad Assuan, fino a Luxor, antica Tebe, sembra davvero di navigare nel tempo, di immergersi in un passato che è ancora qui.  

Una crociera sul Nilo è un’esperienza ideale per visitare il maggior numero di città e meraviglie di questo paese. Non solo si potranno ammirare i reperti storici e i siti archeologici, ma anche godere di comfort e lusso a bordo di una nave da crociera appositamente progettata. Con guide esperte a disposizione per fornire informazioni dettagliate, escursioni a terra guidate e un’ampia gamma di servizi a bordo. 

Si parte da Luxor, costruita sulle ceneri dell’antica Tebe. Ospita l’omonimo museo, in cui sono conservati alcuni dei più importanti reperti provenienti dalla leggendaria città. Deve la sua fama al territorio circostante, disseminato d’importantissimi siti archeologici, fra cui il Tempio di Luxor e il Tempio di Karnak. Lungo il confine ovest della città di Luxor, a 3 km dalla riva del Nilo, sorge la scenografica Valle dei Re. Per quasi 500 anni fu scelta come luogo onorario di sepoltura degli antichi sovrani d’Egitto. Collocata all’ombra della vetta di El-Qurn, la necropoli include più di sessanta tombe. È sopravvissuta ai secoli, alle inondazioni, ai trafugatori e più recentemente alle pesanti conseguenze del turismo di massa. Eppure conserva perfettamente la sua solennità ed è difficile restare immuni alla potenza del suo fascino venuto da un lontanissimo passato.  

Un tempo città guardiana dell’Antico Egitto di cui rappresentava il confine meridionale, Assuan è oggi una vivace cittadina animata dal traffico turistico e commerciale. Qui l’impeto del Nilo è smorzato dalla prima cateratta naturale e rallenta la sua corsa, avvolgendo placidamente piccoli villaggi, imponenti rocce di granito nero e isolotti ricoperti di palme. È da qui che ci avviciniamo all’isola di File. 

Gli antichi Egizi ritenevano l’isola di File un luogo sacro, poiché sede di sepoltura di Osiride. Qui sorse uno dei complessi templari più belli e articolati di tutto l’Egitto: un susseguirsi di piloni, anticortili e cortili conduce alla sala ipostila e successivamente al santuario, cuore di tutto l’edificio. Negli anni ’60, come tanti altri monumenti, anche il Tempio di File fu letteralmente smontato e spostato pezzo per pezzo sulla vicina isola di Agilkia per evitare che fosse sommerso dall’aumento del livello delle acque del Nilo, causato dalla costruzione della diga di Assuan.  

Una volta giunti ad Abu Simbel ci si trova davanti ad uno degli emblemi d’Egitto, tanto che sembrerà di conoscerlo pur non essendoci mai stati prima. Il complesso templare voluto da Ramses II per dimostrare la grandezza del suo potere ai Nubiani e per commemorare la vittoria nella battaglia di Qadesh, fu scavato direttamente nel fianco della montagna ed è costituito da due templi principali: il Tempio Maggiore, con le famose quattro statue alte venti metri raffiguranti Ramses II, e il Tempio Minore, dedicato a Hator, dea della fertilità, cui fu associata Nefertari, moglie di Ramses II. La costruzione della grande diga di Assan influenzò enormemente il livello delle acque del Nilo e fu messa a repentaglio la sopravvivenza di molti siti archeologici prospicienti le rive del lago Nasser. Per salvarlo dalla scomparsa, il complesso templare fu sezionato in centinaia di blocchi e completamente spostato nell’area in cui è oggi collocato.  

A seguire ecco Edfu, piccola cittadina sulla riva ovest del Nilo. In passato fu Behedet, capitale di uno dei nomòi dell’Antico Egitto. Centro conosciuto per il turismo, per il commercio delle sue famose terrecotte e per la canna da zucchero, deve la sua fama soprattutto alla presenza di leggendari complessi templari. In particolare il tempio dedicato al dio Horus rappresenta uno dei siti archeologici meglio conservati, fonte d’importanti testimonianze storiche relative al culto del dio, ai rituali religiosi a esso legati e alla dinastia tolemaica. Superato l’affollato bazar e le orde di venditori ambulanti, si potranno ammirare le due grandi statue di Horus in granito nero, per essere poi introdotti al pilone principale, ispirato alle più antiche architetture faraoniche e decorato con densissimi bassorilievi raffiguranti il faraone che sconfigge i suoi nemici al cospetto di Horus e Hator. 

Il fiume conduce poi verso Kom Ombo e il suo Tempio dedicato a due divinità: al Dio Sobek, dalla testa di coccodrillo e al Dio Haroeris, dalla testa di sparviero. 

Per finire la splendida capitale, Cairo. La Cittadella con le sue imponenti Moschee: la Moschea di Mohammed Alì o Moschea di Alabastro e i grandi bazar di Khan El-Khalili, uno dei mercati più affascinanti del mondo, sono solo alcuni dei tanti luoghi di questa città che sembrano uscita dalle mille e una notte. 

Da qui si parte per Memphis, la prima capitale dell’Egitto, per la visita della necropoli di Sakkara con la piramide a gradoni di Zoser e a seguire ecco la piana di Gizah, con il suggestivo spettacolo del complesso delle Piramidi di Cheope, Chefren e Micerino. Accanto si erge la Sfinge, una delle sette meraviglie del mondo antico. Oramai vicinissimo a questo sito archeologico inestimabile si trova la nuova sede del Museo Egizio. Dopo oltre vent’anni di lavori entro fine anno aprirà le porte al turismo di massa il GEM, Grand Egyptian Museum, che custodisce l’iconico sarcofago e la maschera funeraria del faraone Tutankhamon.

Tutto era calmo sulle rive del maestoso Nilo. 

Il sole stava per scomparire dietro le altissime cime delle immense palme piumate, fra un mare di fuoco che arrossava le acque del fiume, facendole sembrare bronzo appena fuso, mentre a levante un vapore violaceo, che diventava di momento in momento più fosco, annunciava le prime tenebre. 

Un uomo stava ritto sulla riva, appoggiato al fusto d’una giovane palma, in una specie di molle abbandono e come immerso in profondi pensieri. Il suo sguardo vago errava sulle acque che si frangevano con un dolce gorgoglìo fra le radici dei papiri affondate nella melma. 

(Emilio Salgari – Le figlie dei Faraoni) 

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