In Cina è giunto il momento più iconico e atteso dell’anno, ovvero il Capodanno lunare o Festa di Primavera del 2024. La festività più importante del calendario cinese quest’anno sarà nel segno del Drago di legno. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche più tradizionali di questa celebrazione e le città ideali dove poterla vivere appieno. 

Il Drago è il quinto animale dello zodiaco cinese: l’ultimo anno del drago prima del 2024 è stato il 2012 e il prossimo si ripresenterà nel 2036, ma in quel caso avremo il Drago di Fuoco. Va infatti ricordato che i 12 segni vanno poi moltiplicati per 5 perché ogni 12 anni si alterna anche uno dei cinque elementi naturali cinesi: metallo, acqua, fuoco, legno, terra. Il Drago di Legno è associato alla Terra Yang, da cui eredita alcune delle sue caratteristiche tra cui onestà, affidabilità, indulgenza, calma, costanza, ed è inoltre collegato agli alberi ad alto fusto e alla foresta. Essendo di legno il suo colore è il verde: ecco spiegato perché il 2024 viene anche definito come l’anno del Drago Verde. Anche il verde – a differenza degli altri colori del drago: rosso, giallo e oro – ha un suo significato: simboleggia la rinascita, una nuova vita e la crescita delle piante.

La festa di primavera o capodanno lunare, è una delle più importanti e maggiormente sentite festività tradizionali cinesi, e celebra per l’appunto l’inizio del nuovo anno secondo il calendario cinese. Questa festa viene celebrata in molti altri paesi dell’Estremo Orieente, in particolare in Corea, Mongolia, Singapore, Malaysia, Nepal, Buthan, Vietnam, e Giappone, oltre che nelle innumerevoli comunità cinesi sparse in tutto il mondo.

Essendo quello cinese un Calendario lunisolare, i mesi iniziano in concomitanza con ogni novilunio; di conseguenza la data d’inizio del primo mese, e dunque del capodanno, può variare di circa 29 giorni, venendo a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, evento che può avvenire fra il 21 gennaio e il 20 febbraio del calendario gregoriano. A partire da questa data, le festività durano per quindici giorni, concludendosi con la tradizionale Festa delle Lanterne. 

In base ai dettami dell’astrologia cinese, ogni anno è contrassegnato da un segno animale e da un ramo terrestre, che vanno a costituire un ciclo di 12 elementi, il capodanno determina il passaggio da uno all’altro. Esistono diverse leggende che raccontano l’origine dello zodiaci cinese, che è formato nell’ordine da Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Maiale. 

Secondo una leggenda il Buddha, nel presentimento della sua fine sulla Terra, chiamò a raccolta tutti gli animali della terra, ma solo 12 andarono ad offrire il loro saluto. Come premio per la loro fedeltà il Buddha decise di chiamare ogni anno del ciclo lunare con il nome di ciascuno dei 12 animali accorsi. Il topo, furbo e veloce di natura, arrivò per primo. Il diligente bue arrivò secondo, seguito dall’intrepida tigre e dal pacifico coniglio. Il drago arrivò quinto seguito subito dal suo fratello minore, il serpente. L’atletico cavallo fu settimo e l’elegante capra ottava, subito dopo arrivò l’astuta scimmia, e poi ancora il coloratissimo gallo, il fedele cane per poi finire con il fortunato maiale che arrivò appena in tempo per salutare il Buddha. La leggenda spiega anche come mai il piccolo e furbo topo riuscì a battere il grande e onesto bue. Arrampicandosi sul suo dorso il topo evitò di percorrere la strada e giunto sul luogo saltò il bue e salutò il Buddha. Questa leggenda deriva probabilmente dall’incontro tra il buddhismo e le tradizioni cinesi.

In un’altra leggenda, l’Imperatore di Giada, sovrano del Cielo e della terra, decise di visitare la Terra personalmente. Si stupì nell’ammirare le creature terrestri. Decise di prenderne dodici, da portare al Cielo, per mostrarle agli esseri divini. Gli animali che portò via furono: un topo, un toro, una tigre, un coniglio, un drago, un serpente, un cavallo, una capra, una scimmia, un gallo, un cane e un maiale. Il gatto, il più bello degli animali, chiese al topo di informarlo sul giorno in cui l’Imperatore di Giada sarebbe venuto a prenderli. Ma il topo, geloso della bellezza del gatto, non lo informò. Conseguentemente, il gatto non si presentò all’arrivo dell’Imperatore di Giada, e fu sostituito dal coniglio. L’Imperatore di Giada, affascinato dagli animali, decise di attribuire ad ognuno di essi un anno del calendario. Quando il gatto venne a sapere cosa era successo, si arrabbiò furiosamente con il topo. Così la leggenda spiega anche l’origine dell’inimicizia tra gatti e topi.  

Durante i giorni di vacanza, in molti villaggi e nelle città si terranno tantissimi eventi legati al folklore, come fiere del tempio, spettacoli e danze tradizionali. Dall’immancabile “cenone” alle offerte per le divinità e per gli antenati, dalle preghiere rivolte a Buddha alle grandi pulizie “di primavera” per pulire la casa dallo sporco dell’anno passato, sono numerosi i preparativi e gli appuntamenti che accompagnano questo periodo. 

Generalmente durante questo periodo si tende a stare in famiglia, con visite ai parenti e agli amici più prossimi, per mantenere insieme in vita alcune tradizioni storiche, come vestire il più possibile con il colore rosso in quanto propiziatorio e tradizionale, e adornare le case e le strade con decorazioni caratteristiche nel medesimo tono. Altri addobbi tipici esposti in casa e sulla facciata posteriore delle porte includono motti beneauguranti, dipinti su carta e tela secondo le arti calligrafiche, piccoli quadri o nodi tradizionali di stoffa rossa. Comune ad altri periodi festivi dell’anno, come la Festa di metà autunno, è l’accensione delle caratteristiche lanterne, dell’immancabile colore rosso, realizzate in carta di riso e appese fuori dalle porte. Nel quindicesimo giorno dei festeggiamenti le lanterne vengono staccate e portate dalle famiglie in giro per le strade nella Festa delle Lanterne. Infine, è tipica l’esposizione di particolari fiori o componimenti floreali; in particolare boccioli di pruno asiatico che simboleggiano la fortuna.

In Cina in particolare i fuochi d’artificio sono stati un tradizionale festeggiamento del capodanno fin dai tempi antichi. Gli scoppi colorati e rumorosi sono considerati un modo per scacciare gli spiriti maligni, intimoriti dalle luci e dalla confusione. Altro gesto tradizionale è lo scambio di buste rosse contenenti sempre denaro in forma di monete (sebbene oggigiorno si usino più spesso banconote). Il numero di monete deve essere sempre pari, in quanto i numeri dispari sono associati con il denaro che si dona in caso di funerali. Inoltre, poiché in Cina il numero 4 è considerato di malaugurio, a causa di una sua assonanza con il termine “morte”, le buste non contengono mai monete in numero di quattro o multipli; fa eccezione il numero 8, considerato invece di buon auspicio.

Ad accompagnare la festa lungo le strade vi sono numerosi spettacoli, tra i quali i più celebri sono in assoluto la Danza del Leone e la Danza del drago. Consistono in una parata, per le vie delle città e dei villaggi, nella quale dei lunghi manichini rappresentanti un leone e un drago marciano e danzano al ritmo di tamburi e cimbali, mentre al loro interno sono guidati da due o più persone. Le due danze hanno significati diversi: laddove la Danza del drago celebra e invoca i benigni draghi cinesi, la Danza del leone è invece considerata una pratica in grado di scacciare ed esorcizzare i cattivi spiriti e favorire l’arrivo della fortuna nel nuovo anno.  

Anche in Cina tra le tradizioni c’è quella di guardare il Gran Gala che va in onda in televisione su CCTV. La trasmissione, che prenderà il via alle 20 e termina allo scoccare della mezzanotte, vedrà esibirsi i migliori musicisti, cantanti, ballerini e acrobati del paese, accompagnati da spettacoli tradizionali.  

Il Capodanno Cinese è il momento migliore per scoprire la cultura tradizionale di questo incredibile paese visitando alcune delle sue città più importanti. 

Imprescindibile Pechino, la capitale, dove l’aspetto religioso a quello mondano si integrano mirabilmente. Qui troverete spettacoli di opera, acrobati, musica e cibo. Le fiere del tempio che si svolgono in città sono famosissime e hanno una lunga storia, la loro origine può essere ricondotta alla dinastia Liao (907 – 1125 d.C.). Essendo il centro culturale della Cina qui si svolgono le ricostruzioni delle antiche cerimonie imperiali in onore della Terra e del Cielo. La fiera del Tempio della Terra è la più famosa in città e ogni anno è frequentata da circa un milione di persone. Altri templi celebri da visitare in qeusta ricorrenza sono il Tempio Longtan e il Tempio Dongyue. 

Guangzhou è conosciuta anche come la Città dei Fiori, grazie soprattutto al suo clima caldo. Ogni anno, quando si avvicina il Capodanno Cinese, la città si riempie di fiori colorati e suggestive installazioni grazie ai suoi numerosi mercati e alle fiere. Sono i fiori di pesco, le peonie e gli alberi Kumquat ad attrarre il maggior numero di curiosi. Kumquat, o Jin Qian Ju in cinese, porta buona fortuna grazie all’assonanza del nome con le parole Jin (oro), Qian (soldi) e Ju (fortuna). Il pesco invece è simbolo di longevità e i suoi frutti hanno il potere di proteggere dagli spiriti maligni. La peonia è considerato un fiore prestigioso, è il fiore dei ricchi ed è simbolo di onore. Qui si può vivere lo spirito del Capodanno in un clima del tutto particolare. 

Hong Kong celebra questa festa in maniera diversa rispetto alle altre città cinesi: la cultura antica e le tradizioni sono mescolate ad elementi moderni, come parate simili a quelle del carnevale e fuochi d’artificio sulle acque del Victoria Harbour. Il maestoso spettacolo pirotecnico è ogni anno la sera del secondo giorno dell’anno nuovo ed è considerato uno dei più belli al mondo grazie alla cornice unica dei grattacieli illuminati di Hong Kong che si stagliano sull’acqua del mare. Il primo giorno del nuovo anno invece si svolge la Gran Parata di Capodanno, un corteo composto da bande musicali, ballerini e intrattenitori sia locali sia internazionali.  

La splendida Shanghai, grazie alla sua origine coloniale che in passato le ha meritato il soprannome di “Parigi d’oriente”, festeggia il Capodanno in un modo che riflette la sua cultura internazionale. I locali più famosi della città organizzano eventi speciali per ogni tipologia di clientela, dalle cene intime ai concerti e alle esibizioni teatrali. Ma il momento culminante avviene la notte della vigilia quando si attende il countdown lungo le sponde del fiume.Per chi preferisce vivere il capodanno alla maniera tradizionale però il modo migliore è di recarsi presso i templi per pregare e suonare le campane per attirare la fortuna. Gli eventi principali si svolgono presso il tempio Longhua, il tempio Jing’An e il tempio del dio della città vicino al giardino Yu. I devoti spendono molti soldi per suonare le campane e per acquistare gli incensi da preghiera.